Una storia di oltre cinque secoli

"Il nostro Monastero fin dal suo primo giorno, nel lontano 1490, ha scelto S. Benedetto come Padre ed egli l’ha custodito da sempre come suo figlio, tanto che gli elementi fondamentali della spiritualità benedettina sono divenuti ormai parte integrante della sua vita".

Le Benedettine di Santa Maria sopra Claro - leggi tutto

1490, 8 maggio
I Signori Conti Canonici Ordinari, esercitanti la giurisdizione ecclesiastica sulle valli ambosiane di Leventina, Blenio e Riviera, erigono in monastero di vita benedettina la comunità di sorelle, che da tempo aveva preso dimora presso la chiesa di S. Maria Assunta di Claro. Il gruppo è formato da quattro monache e da tre novizie.

1490, 13 maggio
Suor Scolastica de Vincemalis viene eletta prima abbadessa

1519
La comunità cresce rapidamente e conta 16 sorelle, quasi tutte provenienti dalle valli e contrade circostanti.

XVI secolo
La posizione geografica fa del monastero di Claro un baluardo spirituale del Cattolicesimo, al quale sono rimasti fedeli i Cantoni primitivi. Emblema di questo compito, di fatto svolto da Claro, è la statua lignea della Vergine Addolorata, venerata ancora oggi nella chiesa del monastero. Essa vi fu portata da alcune monache, che per la questua si erano spinte nelle regioni in cui si diffondeva il Protestantesimo, salvandola dalla distruzione.

1559
I signori svizzeri, in particolare quelli di Altdorf, richiedono alcune monache per far rivivere l’antica casa di S. Lazzaro presso Seedorf.

1567
San Carlo Borromeo visita per la prima volta le valli ambrosiane. Sale al monastero per incontrare le monache e introdurre le norme della riforma tridentina. L’adeguamento della vita monastica alle nuove disposizioni inaugura una lunga serie di interventi architettonici.

1697
Suor Giovanna Antonia Hippolita Orella scrive la storia di Claro. Lo fa raccontando notizie ed eventi miracolosi, a suo giudizio manifestazione della Provvidenza divina per assicurare la sopravvivenza di un monastero costantemente povero e spesso toccato dalle epidemie.

1798
Il territorio della Lega confederata viene invaso ed occupato dalle truppe della Francia rivoluzionaria. Come il resto della popolazione, il monastero di Claro soffre per il passaggio degli eserciti, che spogliano case e campi, e viene più volte minacciato di essere evacuato e trasformato in una postazione militare strategica, cosa che non avviene.

anni ’40 dell’800
Viene allestita in Ticino una sistematica legislazione anticlericale che prevede la soppressione dei monasteri. Il decreto per Claro – secondo nella lista delle case condannate – era già pronto, ma la soppressione non avvenne grazie anche alla mobilitazione popolare contro leggi profondamente estranee alla mentalità cristiana. Claro godette anche in seguito della protezione del popolo, che presidiò il monastero dagli assalti di facinorosi, i quali, approfittando della sua posizione isolata, intendevano fare da sé quello che il governo non aveva osato.


1852, dicembre
Viene a Claro per predicare gli Esercizi Spirituali P. Pietro Tarantola di Novara, che gradualmente procede, con il pieno assenso di tutte le monache, ad una vera e propria rifondazione spirituale della comunità.

Seconda metà dell’800
Le autorità restano sostanzialmente ostili per quasi un trentennio, dal Sonderbund (1847) al Kulturkampf (1871), e le nuove vocazioni devono essere accolte clandestinamente.

1894
Un’epidemia di influenza decima la comunità, e mette in rilievo l’inadeguatezza degli edifici e l’eccessiva povertà della vita materiale. M. Maria Assunta Stefani affronta la necessaria riforma della giornata monastica ed introduce una serie di interventi volti a mitigare la durezza delle condizioni materiali di vita.

Anni ‘30 del 1900
La crisi economica legata alla prima guerra non risparmia il convento, che durante gli anni di conflitto ha reso possibile la corrispondenza tra Benedettini italiani e tedeschi. Si soffre soprattutto delle conseguenze spirituali della tragedia bellica.

Seconda Guerra Mondiale
La povertà del monastero e l’esiguità della comunità sembrano escludere ogni possibilità di ripresa.

1966, ottobre
M. Agnese Bernasconi, abbadessa di Claro, incontra per la prima volta M. Immacolata Fornasari, abbadessa di S. Maria di Rosano presso Firenze, e chiede l’aiuto di questa comunità, ricca di vocazioni.

1970, aprile
M. Bernasconi si reca a Rosano e torna a Claro accompagnata da M. Fornasari che desidera che Claro venga affidato a Rosano, previo il consenso delle due comunità. Mons. Martinoli, vescovo di Lugano, approva la proposta, per altro accolta con entusiasmo dalle monache di ambedue i monasteri, e, quello stesso anno, affida “ad experimentum” per 5 anni la comunità di Claro a quella di Rosano.

1971, 13 maggio
Un gruppo di monache di Rosano giunge a Claro. Il loro arrivo coincide con l’inizio dei primissimi lavori di restauro dei parlatori e della chiesa, consacrata il 13 maggio dell’anno seguente.

2001, 23 novembre
L’accordo di affido viene sottoscritto per 40 anni. L’abbadessa di Rosano regge ambedue le comunità e si fa rappresentare a Claro da una priora. Di fronte alle autorità statali, il monastero di Claro ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è libero proprietario dei suoi beni.

1998-2005
Realizzazione del grande progetto di restauro del complesso monastico.

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